Paolo Paliaga

Salve, mi chiamo Paolo Paliaga e mi occupo di regia e montaggio, scrittura e web design.
Le mie attività spaziano in molti settori ma hanno un filo comune la narrazione.

Collaboro e ho collaborato con realtà aziendali ed istituzionali quali Università Politecnica delle Marche, UnionCamere delle Marche, Sogenus Spa, ConfServizi Cispel Marche, Agis Marche, Agenzia Regionale Sanitaria, Regione Marche, Regione Liguria, Regione Emilia Romagna, Bayer Healtcare.

Provengo da una Laurea in Economia, uno stage di finanza di un anno a New York, alcuni corsi di formazione specialistica tra i quali la “Scuola di Cinema” ( organizzata da Fandango e Scuola Holden), il “Conero Doc Campus” e un “Laboratorio di Scrittura Creativa” in progress organizzato e gestito da Massimo Canalini (Cattedrale).

Sono membro del giuria artistica di Corto Dorico fin dagli esordi del festival.

Nel tempo libero scrivo racconti.


Regia e Montaggio

Sceneggiatura, regia e montaggio di cortometraggi e documentari.

Content Creation

Scrittura di testi giornalistici e letterari per siti web, blog e social network

Web Design

Realizzazione siti web, mobile, responsive ed html5, anche sotto sistemi di CMS.

Insegnamento

Docenza in corsi di cinema in materia di sceneggiatura, regia e montaggio.

Da parecchi anni insegno regia, sceneggiatura e montaggio in corsi organizzati da Nie Wiem e Casa delle Culture. E’ un’attività che amo perché mi mette a diretto contatto con le persone e con la loro creatività e mi restituisce molto in termini di rapporti umani.

L’ultimo corso in ordine di tempo è la seconda edizione del laboratorio di Cinema “Cinema è reale” che dura 10 mesi e conduco assieme al caro Emanuele Mochi.

A lezione, non mi stufo mai di ribadire semplici e essenziali regole che potrebbero sembrare scontate se non capitasse di vederle ogni anno travisate dai partecipanti di Corto Dorico. Prime fra tutte l’esigenza di una autentica e sana voglia di raccontare. Perché la voglia di apparire sul video, giustificabilissima in un’epoca che ha fatto della reclame la sua terribile equazione (“mi rappresento dunque sono”) è certo spinta propulsiva utile ma non sufficiente.

Mi piace scrivere in modo fluido e preciso, rendere la comprensione facile ed accattivante, imprimere alle parole una curvatura espressiva personale ed inconfondibile.

Mi piace sperimentare sui testi, girare i tempi verbali, le persone, gli stili. Adoro lo stile narrativo pulito degli scrittori minimalisti americani; Raymond Carver e Jerome David Salinger, in primis.

Mi piace stare al montaggio. Ascoltare cosa i materiali di ripresa hanno da raccontarci. Ordinare, riassemblare, riaccorpare gli spezzoni. Provare e riprovare, insomma scrivere. Considero infatti il montaggio una vera e propria scrittura; “prima scrittura” nel caso del documentario, “seconda scrittura” nel caso di una fiction per aggiustare il tiro di una sceneggiatura potenzialmente sempre imperfetta e/o comunque perfettibile.

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