Paolo Paliaga

Salve, mi chiamo Paolo Paliaga e mi occupo di scrittura, storytelling e arti visive.
Le mie attività spaziano in molti settori e hanno come filo comune la narrazione.

Collaboro e ho collaborato con realtà aziendali ed istituzionali quali Università Politecnica delle Marche, UnionCamere delle Marche, Sogenus Spa, ConfServizi Cispel Marche, Agis Marche, Agenzia Regionale Sanitaria, Regione Marche, Regione Liguria, Regione Emilia Romagna, Bayer Healtcare.

Provengo da una Laurea in Economia, uno stage di finanza di un anno a New York, alcuni corsi di formazione specialistica tra i quali la “Scuola di Cinema” ( organizzata da Fandango e Scuola Holden), il “Conero Doc Campus” e un “Laboratorio di Scrittura Creativa” in progress organizzato e gestito da Massimo Canalini (Cattedrale).

Sono membro del giuria artistica di Corto Dorico fin dagli esordi del festival.

Le storie esistono da sempre, più o meno da quando esiste l’uomo. Sono lo strumento più conosciuto e antico per apprendere, per socializzare, per condividere, per comunicare.

Ogni storia che voglia definirsi tale deve rispettare precise regole in merito allo sviluppo della trama e all’utilizzo dei personaggi.
Importanti studiosi come Vladimir Propp o Joseph Campbell hanno speso la loro vita dedicandosi all’analisi della narrazioni – rispettivamente fiabesche il primo e mitologiche il secondo – per giungere alla conclusione che tutte le storie conoscono “tappe obbligate”, vere e proprie stazioni fondamentali nello sviluppo dell’intreccio, e “personaggi archetipi”, anch’essi sempre presenti nelle trame (eroe/protagonista, antagonista, alleato, araldo, mentore, trickster, mutaforme).

Chiunque può cimentarsi nella costruzione delle storie ma conoscere approfonditamente i principi della retorica, della narratologia e gli altri strumenti a disposizione di scrittori e sceneggiatori può fare la differenza nell’elaborazione di una narrazione efficace: insomma, come in tutti i rami delle attività dell’uomo, anche nel campo dello storytelling non ci si improvvisa.

Anche le aziende hanno bisogno di storie. Le storie incuriosiscono, coinvolgono, appassionano, catturano l’attenzione degli utenti e la loro fedeltà. Una campagna aziendale che informa e che al contempo emoziona è una campagna destinata a rimanere a lungo nell’immaginario dei clienti.

Emozione, coinvolgimento e curiosità sono ingredienti cardine del business storytelling: il prodotto deve rimanere in secondo piano, al centro ci deve essere un racconto sulla vita delle persone, capace di coinvolgere ed emozionare.

Ogni impresa ha un immenso patrimonio, spesso inespresso, da utilizzare e valorizzare che è il suo passato.

Com’è nata la vostra azienda? A cosa si è ispirato il suo fondatore? Quale il desiderio principe che lo ha guidato? Quali le difficoltà e gli imprevisti incontrati sulla strada? Come sono stati risolti? Quali i risultati conseguiti?

Queste e altre domande possono costituire un’ottima base per narrare il brand, emozionare gli utenti e creare con loro una connessione duratura.


Mi piace scrivere in modo fluido e preciso, rendere la comprensione facile ed accattivante, imprimere alle parole una curvatura espressiva personale ed inconfondibile.

Mi piace sperimentare sui testi, girare i tempi verbali, le persone, gli stili. Adoro lo stile narrativo pulito degli scrittori minimalisti americani; Raymond Carver e Jerome David Salinger, in primis.

Mi piace scrivere con le immagini, stare al montaggio. Percepire cosa i materiali di ripresa hanno da raccontare. Ordinare, riassemblare, riaccorpare gli spezzoni. Provare e riprovare. Il montaggio, una vera e propria forma di scrittura; “prima scrittura” nel caso del documentario, “seconda scrittura” nel caso di corto di finzione, dove l’esperienza mi ha insegnato che in qualche modo e in qualche forma bisogna sempre mettere le mani e “aggiustare il tiro” della previsione che si è fatta in sceneggiatura.

StoryTelling

Elaborazione di storie per la lettura e/o loro trasposizione filmica.

Regia e Montaggio

Sceneggiatura, regia e montaggio di cortometraggi, spot e documentari.

Web Creation

Realizzazione siti e redazione contenuti anche per blog aziendali e social network.

Didattica

Insegnamento in corsi di cinema in materia di sceneggiatura, regia e montaggio.

Avete bisogno di content creation?
Ci posso pensare io.

Vi servono i testi per il sito, per la brochure, per la newsletter, il company profile? Oppure avete bisogno di qualcuno che si occupi dei testi per i vostri profili social? La sceneggiatura per un video? I post per il blog aziendale?

Posso partire da spunti già scritti, oppure semplicemente iniziare da zero.
Mi trovo a mio agio con testi sia brevi che lunghi, e occupandomi di narrativa anche molto lunghi. Quanto ai settori, sono piuttosto versatile e mi posso cimentate in quasi qualunque campo.

Avete bisogno di corporate storytelling per il vostro brand?
Posso farlo per voi.

Dopo un’adeguata profilatura del target di riferimento, e sulla base degli obiettivi prefissati e della tipologia di impresa cui appartenete (azienda matura/giovane, economia tradizionale/innovativa) posso intrecciare gli eventi del vostro passato aziendale, dare loro il giusto spessore, individuare trama e forma espressiva appropriati a narrare il vostro brand in modo emozionante e coinvolgente.

Da parecchi anni insegno regia, sceneggiatura e montaggio in corsi organizzati da Nie Wiem e Casa delle Culture. E’ un’attività che amo perché mi mette a diretto contatto con le persone e con la loro creatività e mi restituisce molto in termini di rapporti umani.

L’ultimo corso in ordine di tempo è la seconda edizione del laboratorio di Cinema “Cinema è reale” che dura 10 mesi e conduco assieme al caro Emanuele Mochi.

A lezione, non mi stufo mai di ribadire semplici e essenziali regole che potrebbero sembrare scontate se non capitasse di vederle ogni anno travisate dai partecipanti di Corto Dorico. Prime fra tutte l’esigenza di una autentica e sana voglia di raccontare. Perché la voglia di apparire sul video, giustificabilissima in un’epoca che ha fatto della reclame la sua terribile equazione (“mi rappresento dunque sono”) è certo spinta propulsiva utile ma non sufficiente.

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