Paolo Paliaga Blog

Documentario e cinema

Secondo una famosa classifica che annovera le arti (e che qui sotto vado a rinfrescare)

1) Architettura (arte primitiva per antonomasia, ossia l’arte dell’uomo di costruirsi una casa)
2) Musica (arte primigenia, all’inizio solo composta di voce e percussioni)
3) Pittura (declinazione dell’Architettura)
4) Scultura (declinazione dell’Architettura)
5) Poesia (declinazione della Musica)
6) Danza (declinazione della Musica)
7) Teatro in origine e conseguentemente Cinema (in fondo se ci pensate bene concilia parzialmente tutte le altre)

è il cinema, ad essere la forma d’arte più giovane ma anche la più complessa. In effetti il cinema richiede un processo molto artificioso per ricreare la realtà.

Ha bisogno non solo di attori e copioni ma soprattuto di strade chiuse, comparse che simulano il reale, maestranze che portano cavi, luci, cineprese o telecamere etc etc.

In più per fare un film ci vogliono così tanti soldi che un regista prima ancora di pensare al film deve essere un abile imprenditore capace di racimolare denaro, sedurre produttori, utilizzare attori arcinoti (dai cachet milionari) per essere sicuro di fare il pienone nelle sale e poter rientrare con le spese, accattivarsi le simpatie di mercanti vari (in particolar modo quelli della distribuzione), percorrere certi circuiti di interessi e relazioni e non pestare certi piedi. Certo è una visione un po’ estrema del cinema ma non così distante dalla realtà. in qualche modo anche

Ecco allora che, dopo queste riflessioni, la domanda sorge spontanea.
Dove è la libertà della settima arte rispetto a tutte le altre arti?
Tutte le altre sono molto più percorribili in libertà ed autonomia.
Forse che il cinema più che la settima arte è la settima prostituta?
Forse è per questo che c’è chi dice che il cinema è morto da tempo?

Ecco allora che lì dove le sceneggiature e le storie dei film sono sempre abbastanza limitate e il cinema stesso un costoso giocattolo, il documentario si rafforza notevolmente sotto il profilo espressivo e della sua fattibilità pratica (a budget limitato). Che non solo tende a ristabilire con il reale un rapporto maggiore di verità ma soprattutto è una forma di manifestazione artistica percorribile in maggiore libertà ed autonomia. Se poi il documentario rispetta alcune semplice regole cinematografiche ecco allora dischiudersi enormi possibilità espressive e narrative.





paolopaliaga

paolopaliaga

Economo per formazione, informatico per vocazione, storyteller per passione. Da molti anni mi occupo di scrittura, storytelling, progetti di comunicazione e arti visive. Faccio parte del comitato artistico di Corto Dorico. Insegno nei corsi di cinema organizzati da Nie Wiem.