Paolo Paliaga Blog

Bandersnatch – La rivoluzione interattiva di Netflix è iniziata

Frosties o Sugar Puffs? Che tipo di musica ascoltare. Se assumere acidi o meno. Se distruggere il computer o se versarci semplicemente una tazza di tè. Se uccidere o meno il papà. Se seppellirlo o farlo a pezzi. Sono solo alcuni dei bivi di scelta che si presentano allo spettatore di Bandersnatch, nuovo film evento di Netflix.

Si tratta di un episodio “anticipazione” della quinta stagione di Black Mirror, serie che ricordiamo essere in genere distopica (protagonista una società immaginaria negativa, totalitaria, tecnocratica) e antologica (ogni episodio è autoconclusivo). Una serie molto popolare, capace di emozionare il grande pubblico per trame originali e ricche di suspense ma anche in grado di far riflettere lo spettatore. E, come vediamo in questo episodio molto atipico, una serie anche molto innovativa.

Anzitutto perché la lunghezza di Bandersnatch è quella di un film vero e proprio (e comunque la durata varia a seconda delle scelte compiute dall’utente) ma sopratutto per la inusuale possibilità di interazione offerta dall’episodio di Black Mirror che permette a chi guarda di decidere il proprio personale percorso di visione.

La trama di Bandersnatch è presto detta. Siamo nel 1984. Stefan Butler è un diciannovenne programmatore, appassionato di videogiochi con in mente il progetto di creare una avventura interattiva che lasci il controllo nelle mani del giocatore. In puro stile Black Mirror, l’andamento dell’episodio segue l’esperienza del protagonista, esperienza che si fa sempre più caotica, alienante, disturbata.

Ma torniamo all’interattività. Bandersnatch contiene al suo interno cinque differenti finali e molti raccordi per legare tra loro le tante permutazioni narrative possibili. Il sistema è stato concepito in modo molto valido ed evita di riproporre la stessa visione allo spettatore, anche quando questi compierà le stesse scelte, il tutto al fine di rendere l’esperienza dello spettatore cinematograficamente più avvincente.
Giunti ad un finale definitivo o ad un vicolo cieco, il sistema interattivo di Bandersnatch permette di tornare alla scelta immediatamente precedente nell’intreccio ad albero, verificando così le varie opzioni narrative tralasciate. In questo modo è possibile, in circa due ore, accedere a tutte le permutazioni principali ed esplorare dunque tutte le possibilità drammaturgiche che Bandersnatch riserva allo spettatore.

Dunque Netflix ancora una volta si pone come strumento rivoluzionario. Scompone le regole del consumo di cinema e televisione e va oltre, rendendo lo spettatore protagonista attraverso scelte che cambiano la visione del film.
Ma soprattutto l’operazione di Netflix è un modo davvero intelligente di sfruttare l’interattività: non quella operazione banale che si è vista alcune volte almeno in campo letterario, non una trovata commerciale, né una semplice occasione legata all’esclusiva potenzialità tecnica.
No, nulla di tutto questo. Qui l’esperienza della interattività viene sfruttata alla radice perché viene messa in campo proprio per parlare di scelte e libero arbitrio.

Bandersnatch offre un’esperienza unica che trascina lo spettatore al centro del palcoscenico come mai è stato possibile prima d’ora nel mondo dei film e delle serie TV.

Il risultato dell’operazione di Netflix è un prodotto crossmediale, che contiene molti rimandi tanto all’universo seriale quanto a quello dei videogiochi. Un prodotto innovativo capace di esprimere una visionale originale e “come mai prima” riguardo al concetto del libero arbitrio. Una narrazione in modo classico “altrimenti non possibile”, che può dunque funzionare solo in modo interattivo, con il protagonista che arriva perfino a commentare le scelte compiute dallo spettatore e dunque a chiamarlo direttamente in causa. Come dire, una narrazione decisamente geniale, capace di includere anche chi assiste nel pieno della storia e farlo sentire parte integrante e viva.
Non è incredibile? Si, davvero lo è.

Dunque la rivoluzione interattiva di Netflix non solo è iniziata ma è davvero riuscitissima perché offre uno strumento nuovo e originale, che dischiude potenzialità inattese e perfino insperate.
Senza dubbio uno tra i più stimolanti episodi di Black Mirror di sempre.

Qui potete vedere Bandersnatch questo straordinario episodio, anticipazione della quinta stagione di Black Mirror 5.





paolopaliaga

paolopaliaga

Economo per formazione, informatico per vocazione, storyteller per passione. Da molti anni mi occupo di scrittura, storytelling, progetti di comunicazione e arti visive. Faccio parte del comitato artistico di Corto Dorico. Insegno nei corsi di cinema organizzati da Nie Wiem.